SE FOSSE QUI DON TONINO

Don Renato Sacco* sul sito di PaxChristi il 18.3.2022

Il 18 marzo 1935 nasceva don Tonino Bello, Vescovo di Molfetta e Presidente di Pax Christi.
La tentazione è quella di dire: “Se fosse qui oggi don Tonino sicuramente direbbe…”
Oggi sono a Molfetta, la sua città. Questa sera ci sarà una marcia della Pace, sullo stesso percorso di quella Marcia nazionale voluta da don Tonino il 31 dicembre 1992, di ritorno da Sarajevo.
No, non chiediamoci cosa direbbe don Tonino oggi. Ma riscopriamo le sue scelte, i suoi gesti le sue parole, perché siano di stimolo di forza per noi oggi. Per non tacere, noi, qui e adesso.
Pax Christi è già intervenuta in questi giorni per denunciare la pazzia di questa guerra, e di tutte le guerre. Non aggiungo nulla. Solo dolore.
              Ma sento il dovere, e con me credo tutta Pax Christi e tante donne e uomini di pace, di gridare forte, proprio da Molfetta la parola VERGOGNA! davanti alla decisione della nostra Camera dei Deputati che ha approvato, il 16 marzo, a larghissima maggioranza un Ordine del giorno che impegna il Governo ad avviare l’incremento delle spese per la Difesa verso il traguardo del 2 per cento del Prodotto lnterno Lordo. Come si legge sul sito www.milex.org “significherebbe passare dai circa 25 miliardi l’anno attuali (68 milioni al giorno) ad almeno 38 miliardi l’anno (104 milioni al giorno)”.
              Sì, è una vergogna!
E non si può accettare una decisione così folle. La guerra è pazzia, e questa decisione ne è la conferma. Con quello che il mondo sta vivendo perché una scelta del genere? Verrebbe da pensare, ma non si può scrivere perché non ci sono le prove, che la lobby delle armi sia cosi forte, da poter allungare anche qualche tangente. Ma… non si può dire.
              Faccio mie le parole di un amico di don Tonino Bello, Tonio Dell’Olio, che nel suo Mosaico dei giorni scrive: “Tra la massa di coloro che hanno votato a favore (391 voti favorevoli su 421 presenti, 19 voti contrari) ce ne sono moltissimi di quelli che gridano “Viva il Papa” ogni volta che ripete di ridurre la spese delle armi a favore di quelle sociali. E ci sono pure quelli che dicono che bisogna creare un clima di fiducia tra le nazioni con la cooperazione e il dialogo. Di cosa stiamo parlando esattamente? … Avete letto bene: 104 milioni di euro al giorno. E adesso pensate a quante cose si potrebbero realizzare in questo nostro Belpaese con 104 milioni al giorno.” (www.mosaicodipace.it).
              E così il numero 104, finora legato ad una legge che riconosce la possibilità ai lavoratori di dedicare tempo accanto persone anziane o disabili, viene spazzato via da questa valanga di milioni spesi per la morte. Da una 104 per la vita, a 104 milioni di morte di cui vergognarsi!
              E Mario Draghi a fine settembre lo aveva detto: “bisognerà spendere molto di più nella difesa di quanto fatto finora…” Detto. Fatto. Ci prepariamo alla guerra? Anzi no. Oggi non si usa più la parola guerra, ma in Tv si sente spesso dire: ‘Un lungo confronto’. È più soft.
Don Tonino, morto di tumore il 20 aprile 1993, ha sofferto molto per la guerra in Somalia, Iraq, Sarajevo ma anche per le tante e pesanti critiche ricevute. In fondo era un po’ un impallinato della pace…
Ora la Chiesa ce lo indica come Venerabile: dovremmo prenderlo ad esempio. Rileggere le sue parole nel cinema Radnik di Sarajevo, il 12 dicembre 1992: “Allora io penso che queste forme di utopia, di sogno dobbiamo promuoverle, altrimenti le nostre comunità che cosa sono? sono soltanto le notaie dello status quo e non le sentinelle profetiche che annunciano cieli nuovi, terra nuova, aria nuova, mondi nuovi, tempi nuovi… Gli eserciti di domani saranno questi: uomini disarmati!”.
              Concludo con le sue parole al ritorno da Sarajevo la sera del 13 dicembre: “Poi rimango solo e sento per la prima volta una grande voglia di piangere. Tenerezza, rimorso e percezione del poco che si è potuto seminare e della lunga strada che rimane da compiere. Attecchirà davvero la semente della nonviolenza? … Fino a quando questa cultura della nonviolenza rimarrà subalterna?… E quale è il tasso delle nostre colpe di esportatori di armi…? Sono troppo stanco per rispondere stasera. Per ora mi lascio cullare da una incontenibile speranza: le cose cambieranno, se i poveri lo vogliono.”
18 marzo 2022                       
*Consigliere Nazionale di Pax Christi

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