UN NUOVO CAMMINO PER LE CHIESE CON L’EMERGENZA CORONAVIRUS?

Padre Ermanno Allegri*

Nel bel mezzo di una pandemia, ci sono alcuni rappresentanti delle chiese sopraffatti dalla frenesia del “ritorno alla normalità”. Ma quale normalità? La solita messa, il solito rosario, le solite feste patronali? È questa la normalità?

Tornare alla vita di tutti i giorni può sembrare la scelta più ovvia e pratica. Che dire delle chiese chiuse e della sofferenza infinita di oggi? Forse Dio sta cercando di dirci qualcosa?

Perché non pensare con coraggio, così come faceva Gesù, a una chiesa che, oltre alle celebrazioni, promuove la pace, denuncia le ingiustizie e combatte l’esclusione?

La crisi pandemica nasce in un sistema economico basato sulla logica del profitto. Questa crisi è vecchia e profonda. Ci sta distruggendo e divorando alla luce del sole e noi non reagiamo.

Ancora peggio è la sintonia che si è creata tra politici e religiosi.  L’immagine di Cristo é usata per legittimare un progetto di morte. Questa cecità è un terreno fertile dove cresce l’odio contro i poveri e contro Papa Francesco. Ciechi, che conducono ciechi. Perché abbiamo bisogno di così tanti cadaveri per capire quello che dovrebbe essere ovvio? Stanno sterminando i poveri semplicemente “amministrando” il Covid-19. Che sfida per il cristianesimo!

È urgente accelerare il percorso di riforma indicato da Papa Francesco. Il Santo Padre ha paragonato la chiesa a un “ospedale da campo”, affinché si comprenda la necessità di abbattere le mura e uscire per incontrare l’umanità lacerata.

Alla vigilia della sua elezione, Papa Francesco aveva citato un brano dell’Apocalisse in cui Gesù è alla porta e bussa. E aveva aggiunto: “Oggi Cristo bussa da dentro la chiesa e vuole uscire”.

Uscendo, riconosceremo il Signore vivo quando toccheremo le sue ferite e quelle dell’umanità che Lui ha caricato su di sé quando è nato a Betlemme.

Non è più sufficiente per le chiese accogliere “le pecore smarrite”. Il Maestro ci chiama, ora, ad andare, insieme a lui, in mare aperto, camminando sulle onde furiose dei conflitti sociali, come Pietro. (Mt14,22)

Per scoprire una nuova identità del cristianesimo, dobbiamo mettere da parte molte attività abituali e fare di questa quarantena un momento di riflessione per capire come essere sale e luce, partendo dalle ferite dei nostri quartieri e del mondo. Così, finalmente, potremo rispondere alla domanda di base: “E ora, cosa dobbiamo fare?”

Quindi il centro delle nostre preoccupazioni non sarà la chiesa, ma saranno i poveri, i prigionieri, i migranti, i disoccupati, gli affamati… i crocifissi di sempre (Mt 25,31-40 e Lc 4,16-21). Questo atteggiamento è urgente per dare pieno significato all’Eucaristia, che non è solo il pane e il vino, ma è anche il lavare i piedi, cioè, assumere su di sé la compassione per l’umanità.

Per curare queste ferite e creare un mondo di pace, abbiamo bisogno di milioni di persone consapevoli, oneste e competenti: un lavoro gigantesco per le chiese. La nostra conversione è necessaria e urgente per unirci a coloro che, all’interno e all’esterno delle chiese istituzionali, stanno già sacrificando la propria vita per questo scopo. Sarà un processo lungo e doloroso, ma “quem sabe faz a hora, não espera acontecer” (chi è consapevole si dá da fare subito, non aspetta la manna dal cielo).

* Coadiuvante nella parrocchia di Tabuba, Caucaia e membro del Movimento Chiesa in Uscita (Brasile)

One Reply to “UN NUOVO CAMMINO PER LE CHIESE CON L’EMERGENZA CORONAVIRUS?”

  1. Il Covid 19 ha sconvolto il mondo e le sue convinzioni, scoperchiando un pentolone di abitudini, idoli, credenze, dove la povertà tutta in tutto imperava sclerotizzando il pensiero, la ragione, il cuore quest’ultimo indurito. Il dopo altro non è che rivedersi nella necessità primaria, l’AMORE, sapendo che Dio è amore e il Cristianesimo non è una morale ma una intesa d’amore come tralci di una VITE infinita. Non è difficile amare davvero. E’ l’AMORE che insegna da sempre al come e al quando. Ora e presto, subito senza alcuna distinzione. Il cristiano è un messaggero e mediatore d’AMORE. Tutto il resto viene da se.

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