A TEATRO IL 5O° DELLA MORTE DI DON LORENZO MILANI PARLA PUGLIESE

Nel 50° anniversario della morte di don Lorenzo Milani, priore di Barbiana, il suo ricordo teatrale parla pugliese. Sono due i lavori che sono stati appena presentati sull’uomo e sulla vicenda educativa e di fede. Due lavori molto diversi ma di ottima fattura.

Il primo è lo studio CAMMELLI A BARBIANA – Racconto su Don Lorenzo Milani* in cui Luigi D’Elia rappresenta un monologo che pesca ampiamente nella biografia e nei testi del prete fiorentino. “La storia di Lorenzo, prete, maestro e uomo, è scritta a quattro mani da Francesco Niccolini e Luigi D’Elia. Per ora non è fatta per essere ascoltata dai bambini, ma agli adulti parla, per buona parte, proprio di bambini, e di un amore senza compromessi.
È la storia di una scuola nei boschi, dove si fa lezione tra i prati e lungo i fiumi, senza lavagna, senza banchi, senza primo della classe e soprattutto senza somari né bocciati. Lassù c’è tutto il tempo che serve per aspettare gli ultimi.
Una storia raccontata da Luigi D’Elia, un artigiano della narrazione e un educatore ambientale. Luigi D’Elia, con i bambini, i ragazzi e le maestre ci lavora da oltre quindici anni tra la natura e i banchi di scuola.
“Cammelli a Barbiana” è un racconto a mani nude, senza costumi e senza scena. Solo una sedia e un rosario, fabbricato con i legni dei boschi di Barbiana. Un racconto duro, amaro, ma allo stesso tempo intessuto di tenerezza per quel miracolo irripetibile che è stato Barbiana, e con tutta la sorpresa negli occhi di quei ragazzi dimenticati che, un giorno, videro un cammello volare sulle loro teste.”

Il secondo è LORENZO MILANI** della Bottega degli Apocrifi ed è un lavoro articolato che racconta la vicenda di Barbiana a partire da un lato  finora poco esplorato della figura di don Milani, il rapporto con la  madre “Quando ho deciso di affrontare una storia tutta italiana come quella del prete di Barbiana – dice il regista, Cosimo Severo – ho avvertito il rischio che la retorica della biografia agiografica fosse lì pronta a impossessarsi dello spettacolo.Ho avvertito la necessità di sradicare quella vita dalla narrazione mitica di un uomo che si fa prete. Ho accettato il rischio di ucciderlo nuovamente. “

“Cercando Lorenzo Milani nelle tante parole che lui ha scritto, spiando nei dettagli di chi c’era e ce l’ha raccontato, è stato presto evidente che le domande che questo priore di montagna poneva alla Scuola, alla Società Civile, alla Politica negli anni 60, sono tutte ancora in piedi e in attesa di risposta” affermaStefania Marrone, l’autrice del testo dello spettacolo.

Eppure – nonostante nello spettacolo si ritrovino tutte le coordinate della storia con la S maiuscola – dal Cardinale ai suoi giovani portavoce, dall’Industriale al Generale Franco – ad esse si approda seguendo una vicenda molto più intima. Quando ho cominciato a lavorare con gli attori – racconta ancora Cosimo Severo– avevo da una parte tanto materiale sull’uomo pubblico (su Don Milani sono stati scritti oltre 100 volumi, senza contare gli articoli e gli approfondimenti) e dall’altro un istinto forte che mi spingeva a cercarne la relazione con sua madre, tanto diversa da lui eppure suo irrinunciabile punto di riferimento”

Due lavori di pregio che si spera portino le nuove generazioni a conoscere questo personaggio capitale della storia italiana e le vecchie a riscoprirlo.

* CAMMELLI A BARBIANA – STUDIO Racconto su Don Lorenzo Milani, di Francesco Niccolini e Luigi D’Elia, con Luigi D’Elia, Regia Fabrizio Saccomanno. Una produzione Thalassia – Distribuzione INTI
Con la collaborazione della Fondazione Don Lorenzo Milani

** LORENZO MILANI  è uno spettacolo scritto da Stefania Marrone, per la regia di Cosimo Severo, che vede in scena Nunzia Antonino, Gaetano Caputo, Nicola Di Chio, Paola Di Mitri, Miriam Fieno, Salvatore Marci e Fabio Trimigno, che ne firma le musiche originali. Le scene e i costumi sono di Iole Cilento e Porziana Catalano, il racconto animato e il disegno luci sono di Carlo Quartararo; l’editing musicale è di Edgardo Caputo, lo spazio sonoro di Danilo Mottola e Giuseppe Lamenta, il tecnico di scena è Vincenzo Scarpiello e l’assistente alla regia è Filomena Ferri. Produzione “Bottega degli Apocrifi”.

 

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