LA FANTASIA DI DIO

UN TESTO DI LEONARDO BOFF SULLO SPIRITO SANTO

Antonio Greco

È datato 2013 il “piccolo trattato sullo Spirito Santo”, frutto di “molti anni di ricerca e di riflessione”, ed è stato scritto da Leonardo Boff per liberare la pneumatologia[1] dall’essere cenerentola delle scienze religiose e per dare allo Spirito una centralità fondamentale nel cosmo, nell’umanità, nelle religioni, nelle chiese e in ogni essere umano, specialmente nei poveri.

Karl Barth sosteneva che dello Spirito è «impossibile parlare» ma anche «impossibile tacere».

Spetta alla riflessione teologica cercare di far luce là dove l’orizzonte si oscura, sostiene Boff, perché lo Spirito si rivela ma nello stesso tempo si vela. “Nascondersi è caratteristico dello Spirito. Ed è caratteristico dell’essere umano scoprirlo. Egli soffia dove vuole e noi non sappiamo da dove venga né dove vada (cfr. Gv 3,8). Ma questo non ci esime dal compito di disoccultarlo” (…) “anche in questi giorni in cui ci tocca vivere e soffrire” (pag. 17).

Il libro[2], edito da EMI e ristampato nel 2019, ha una introduzione, 13 capitoli e una conclusione. In modo sistematico Boff affronta la natura, le manifestazioni e le declinazioni dello Spirito nelle vicende del mondo, dal Big Bang alla liberazione degli oppressi. È dedicato “alle donne, generatrici di vita, o che hanno dato la vita nei luoghi più reconditi del nostro paese…Esse possiedono una connaturalità con lo Spirito Santo poiché egli, come loro, è donatore di vita”.

Nel primo capitolo: Vieni, Spirito Santo. Vieni, è urgente, Boff traccia una lettura della storia contemporanea, come si può evincere dai titoli degli 8 paragrafi che lo compongono: “1. La presenza dello Spirito Santo nelle grandi crisi. 2. L’erosione delle fonti di senso. 3. Lo Spirito nella storia: la caduta dell’impero sovietico, la globalizzazione, i forum sociali mondiali e la coscienza ecologica. 4. L’irrigidimento delle religioni e delle chiese. 5. L’irrazionalità della ragione moderna. 6. Il contributo del femminismo mondiale. 7. Rinnovamento carismatico cattolico: la missione di rinnovare la comunità. 8. Il rinnovamento carismatico cattolico: la missione di evangelizzare la chiesa gerarchica?”.

I tempi inquietanti che viviamo reclamano una seria riflessione sullo Spiritus Creator e Boff indica il motivo: “La creazione si trova oggi minacciata. I poveri e gli emarginati patiscono grandi oppressioni, che esigono processi di liberazione”. La minaccia non viene dall’esterno della Terra ma “dall’Homo sapiens e demens, doppiamente demens. (…) Si dice, a ragione, che abbiamo inaugurato una nuova era geologica, detta Antropocene: ossia l’essere umano come il grande pericolo per il sistema-Terra e per il sistema-vita” (pag. 15).

Il trattato teologico continua con: II – In principio era lo Spirito: nuovo modello di pensare Dio. III – Spirito: le interpretazioni delle esperienze-base. IV – Il passaggio dallo spirito allo spirito di santità. V – Il salto dallo spirito di santità allo Spirito Santo. VI – Dal Dio-Spirito alla Terza persona della Santissima Trinità. VII – I cammini di riflessione sulla Terza Persona della Santissima Trinità. VIII – I pensatori dello Spirito (Gioacchino da Fiore; Hegel; Illich; Comblin; Ildegarda di Bingen; Giuliana di Norwich). IX – Lo Spirito, Maria di Nazareth e il femminile peneumatizzato. X – L’universo: tempio e campo d’azione dello Spirito Santo. XI – La chiesa: sacramento dello Spirito Santo. XII – Spiritualità: vita secondo lo Spirito. XIII – Commenti su inni allo Spirito Santo. Conclusioni.

Il nuovo paradigma teologico

Gli obiettivi di questa ricerca teologica sono: ricostruire con rigore la individuazione nella storia delle esperienze umane che permettono di captare lo spirito; scandagliare i testi della fede cristiana per passare dallo Spirito di Dio allo Spirito Santo, Terza Persona della Santissima Trinità; ripercorrere con uno sforzo rigoroso come questi testi sono stati letti, interpretati e dibattuti nella storia del cristianesimo.

Ma il trattato ha un punto più in alto: raggiungere una densità paradigmatica “diversa e nuova” rispetto alla tradizione cristiana occidentale molto “cristocentrica”. Secondo Boff, non è stata riconosciuta sufficientemente (e non lo è ancora in teologia e nella vita della chiesa) “la missione dello Spirito: creare di nuovo; essere, nella storia, la fantasia di Dio per rendere continuamente buona-notizia il messaggio di Gesù” (pag. 251). In altre parole, l’intuizione di fondo che Boff espone nel libro è quella di tracciare un paradigma secondo il quale il “nuovo cristianesimo” (con la conseguente spiritualità) o sarà pneumacentrico o non sarà.

Pensare lo spirito è pensare il movimento, l’azione, il processo, la storia e l’irruzione del nuovo e del sorprendente. È pensare il divenire, il costante venire a essere. A ciò non si può arrivare servendosi delle categorie classiche con le quali è stato elaborato il discorso occidentale, tradizionale, della teologia. Dio, Cristo, la grazia e la chiesa sono stati pensati entro categorie metafisiche di sostanza, di essenza e di natura. Cioè attraverso qualcosa di statico e sempre già circoscritto in una forma immutabile. È il paradigma greco reso ufficiale dalla teologia cristiana” (pag. 16).

Il paradigma teologico statico, introiettato non solo da molte coscienze cristiane ma soprattutto dalle strutture ecclesiastiche, ha fatto il suo tempo. Immobilismo, resistenza a qualsiasi novità, chiusure, difesa ad oltranza del passato, priorità alla uniformità, hanno generato una teologia dello Spirito che può essere interessante per un libro di storia o forse per un museo, non certamente per l’uomo e la società contemporanea. Siamo obbligati a pensarLo tramite un altro paradigma, afferma Boff, per poter capire adeguatamente dove stanno andando velocemente una società umana e universale con i suoi fenomeni strani e che fine può avere l’Annuncio del Vangelo di Gesù Cristo, che sembra sempre più ridursi a offerta senza domanda o al più solo offerta di dottrina e riti a chi è indifferente ad essi.

Di questo nuovo paradigma pneumatologico, tracciato in modo molto ampio nel libro di Boff, segnaliamo due aspetti: l’aspetto storico-biblico e l’aspetto concordistico-scientifico.

Quando inizia il cristianesimo?

Con l’esecuzione giudiziale di Gesù in croce, la comunità dei suoi seguaci si sciolse. Ciascuno cominciò, deluso, a tornare a casa. (…) La forza, però, per la ricostituzione della comunità era opera dello Spirito Santo”. (pag. 112). “Lo Spirito è nelle fondamenta della nascente comunità. Introduce una nuova pratica di convivenza, persino chiamato comunismo primitivo, visto che così è testimoniato. (…) Lo Spirito è generatore di un altro stile di vita comunitaria” (pag. 116).

Gesù non fonda una religione. Il movimento religioso che porta il suo nome inizia dopo la sua crocifissione. Un gruppo di persone, che avevano conosciuto Gesù e il suo stile di vita, avvia un fenomeno storico molto complesso, caratterizzato dalla rottura dei ristretti limiti del giudaismo, proiettato nel vasto mondo culturale romano ed europeo, instradato da Paolo di Tarso, sostenuto dalla stesura successiva dei Vangeli e orientato dal primo concilio di Gerusalemme. Stupendamente i protagonisti iniziali danno un nome alla fonte del loro entusiasmo e al loro fondatore: “E’ parso bene allo Spirito Santo e a noi, di imporvi…” (At. 15, 28).

Il cristianesimo, frutto più dello Spirito che di Gesù (storico), nel momento in cui si istituzionalizza come religione cristiana darà molto più spazio alla cristologia e molto meno alla pneumatologia (anche se, storicamente, in modo differente, quella cattolica da quella ortodossa), cioè al nuovo, alla profezia, alla energia vitale, alla forza trasformatrice presente nel cosmo, nella storia, nelle chiese, nel popolo e nella vita di ognuno, in particolare dei poveri. Invece, è solo lo Spirito, sostiene Boff, che spinge l’universo in alto e in avanti, anche se nascosto nel cuore di tutti gli eventi. Perché “è tipico dello Spirito non fare clamore, essere come l’acqua che umilmente si adatta a ogni suolo, a ogni recipiente, e che per scorrere sempre la via più bassa” (pag. 253).

I 13 capitoli del libro sviluppano in modo logico e lineare un nuovo modello di pensare Dio e la fede in lui.

Le implicazioni più innovative di questo modello, da un punto di vista pastorale (cioè, come direbbe Italo Mancini, di “come vivere insieme agli altri”) sono esposte, secondo me, nei capitoli XI (la chiesa: sacramento dello Spirito Santo) e XII (spiritualità: vita secondo lo Spirito).

Lo Spirito e la moderna cosmologia

Il nuovo racconto pneumatologico di Boff nasce anche dall’ineludibile confronto con la moderna cosmologia e si sforza di superare il dissidio tra verità cristiane rivelate e nuova cultura scientifica. Da una parte il racconto cristiano del mondo e della vita. Dall’altra il racconto dell’universo, della sua nascita, e della sua evoluzione fino all’uomo secondo le acquisizioni scientifiche.

Per Boff un obiettivo importante è raggiungere una soluzione concordistico-scientifica tra i due racconti. Nonostante questo sforzo, nel confronto tra racconto cristiano e racconto scientifico il dissidio non mi sembra superato a causa delle due impostazioni metodologiche, totalmente diverse, sottese ai due racconti.

La pratica scientifica e le teorie basate su di essa presuppongono un racconto fondativo dell’esistenza umana che entra in rotta di collisione con quello che dà origine all’esistenza di un credente. In gioco non è questo o quel risultato della pratica scientifica (origine dell’universo, origine della specie umana ecc.) ma il presupposto metodologico: non accettare nessuna autorità estranea a quella che proviene dal controllo intersoggettivo. Tentare di sciogliere questo nodo, cercando concordanze possibili tra i singoli elementi dei rispettivi racconti, non porta molto lontano.

La situazione attuale dello spirito umano, inoltre, è segnata da un sempre più marcato rifiuto di qualsiasi forma di dualismo: anima-corpo; cielo-terra; sacro e profano; orizzontale-verticale; credente-ateo. E di conseguenza la necessità, nel linguaggio e anche nella dottrina cattolica, di rivedere il concetto di “trascendenza” alla quale, nelle religioni d’Occidente, è stato dato troppo spesso il volto antropomorfico di Dio e del suo Spirito.

Pur senza dimenticare quello che a me sembra un limite, il lavoro di ricerca teologica fatta da Boff per un confronto serio tra racconto cristiano e racconto scientifico, mi sembra meritevole di attenzione. Come mi sembrano meritevoli di attenzione altre ricerche che cercano vie più radicali (senza perdere di vista “le radici”) nell’affrontare il confronto tra racconto cristiano e nuovo racconto cosmologico e scientifico.

Il linguaggio del testo di Boff è semplice e divulgativo. Ma rimane sempre un trattato di teologia. Per chi sperimenta la lotta quotidiana del vivere e continua a ricercarne il senso con “lacrime e sangue”, il testo di Boff non è facile da far leggere perché rimane, nonostante le tante novità, in un contesto di “cristianità teologica”.

In questi mesi è stato avviato un problematico cammino sinodale da parte della chiesa italiana. Per coloro che credono che anche la storia della chiesa è imprevedibile e può essere segnata da novità inattese, anche per mezzo di questo sinodo, il libro di Boff aiuta a fondare, ad essere attenti e indagare le multiformi espressioni dello Spirito Santo, attivo nelle innumerevoli pieghe dei giorni umani.

Vieni Spirito e “soffia dove vuoi”, soprattutto fuori dalle vesti sontuose e imperiali del magistero e del suo vocabolario dottrinale, che sa non più farsi ascoltare dal mondo.


[1] La branca della teologia che studia lo Spirito Santo, da non confondere con la pneumologia – scienza medica che studia i polmoni.

[2] Leonardo Boff, Soffia dove vuole, Lo Spirito Santo dal Big Bang, alla liberazione degli oppressi, Emi, Verona, 2019, pp.285, € 25,00.

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