ARMIDO RIZZI E L’IDEA DI DIO

La garanzia della preghiera: come mi comporto con il povero?

di Armido Rizzi

in “Servitium” n 214 del luglio-agosto 2014 (ripreso da http://www.finesettimana.org del 15.12.2014)

Il testo proposto è la parte conclusiva dell’articolo su “Dio come tutto? Bibbia e filosofia greca. Il cristianesnio ellenizzato”. Per Rizzi l’ellenizzazione del cristianesimo è una stregatura dell’anima, che ha permeato in profondità la spiritualità cristiana, dell’uomo in cerca di Dio, e che ha rovesciato la spiritualità biblica di Dio in cerca dell’uomo.

(…)
Una dozzina di anni fa venni invitato a parlare dell’idea di Dio nel pensiero europeo del ‘900; insieme con me uno studioso della filosofia di questo secolo. Conoscendo i suoi interessi, decisi di riservarmi la parte sull’idea di Dio nella teologia della liberazione. Effettivamente, il partner puntò tutto sulla differenza tra il pensiero del ‘900 e la filosofia e teologia del passato, che pretendeva non solo di dimostrare razionalmente l’esistenza di Dio, ma di definirne l’essenza: “chi” o “che cosa” è Dio? Invece nel ‘900 si profila una linea di riflessione che, riprendendo il motivo centrale della “teologia negativa”, afferma che tutto quanto sappiamo di Dio è che egli si trova al di là dei nostri pensieri; che dunque noi non sappiamo chi o che cosa egli sia, ma che cosa non è. E orchestrò su questo motivo il suo intervento.
Quando mi lasciò la parola, io mi dissi d’accordo con questa impostazione; ma aggiunsi che altrove — non in Europa ma in America latina — era nata una teologia che non si limitava a cambiare la risposta, ma aveva cambiato la domanda: non “che cosa è” Dio, non la sua essenza o natura, ma “dov’è” Dio, dove devo cercarlo e posso trovarlo? E aveva dato una risposta: «Dio è nell’uomo», in particolare nel povero: è questo il Dio dell’antico e del nuovo testamento. Riporto un testo di mons. Oscar Romero, vescovo di San Salvador e martire, che rispecchia questa concezione:

C’è un criterio per sapere se Dio sta vicino o lontano da noi: chiunque si preoccupi dell’affamato, del nudo, dello scomparso, del torturato, del prigioniero, di tutta questa carne che soffre, ha vicino Dio. «Griderai al Signore e ti ascolterà.» La religione non consiste nel pregare molto. La religione consiste in questa garanzia di avere Dio vicino, perché faccio del bene ai miei fratelli. La garanzia della mia preghiera non è quella di dire molte parole, la garanzia della mia preghiera è molto facile da conoscere: come mi comporto con il povero? Perché Dio sta lì.

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