ASSALTO AL CIELO!

assalto

Mi è pervenuto questo acquerello alle 12 del 25 marzo 2020. L’autore Valeriano Tondo*, scultore molto affermato e autore di numerose opere di arte sacra, scrive: “ho evidenziato il mio stato d’animo attraverso la pennellata fresca d’acquerello… l’ho realizzato ieri in previsione della ricorrenza della festa dell’Annunciazione e in concomitanza con la recita del Padre Nostro Universale indetto da S.S. Papa Francesco”.

Scrive Tomaso Montanari: “Arte sacra. Letteralmente, un’arte separata dal flusso delle cose umane: dal commercio, dalle mode, dalle passioni, dal rincorrersi dei giorni. E insieme capace di salvare il nucleo più profondo della nostra umanità: di tirarlo fuori dal gorgo, di innalzarlo, proteggerlo. Per secoli, i più profani tra gli artisti hanno saputo creare un’arte sacra: capace, secondo le parole ispirate di Paolo VI, che ne vaticinò un ritorno, di «ridare voce innamorata e innamorante alla Chiesa, alla Sposa di Cristo». Oggi non è facile vederla”.

Valeriano Tondo offre alla nostra attenzione un disegno a matita acquerellato a due colori con semplici pennellate trasparenti sul tema dell’Annunciazione.

Nell’acquerello due figure si incontrano: un angelo sospeso e in movimento dal basso verso l’alto e una donna china esprime il suo sì, il suo “fiat”. Con la didascalia in basso Valeriano non indica solo una ricorrenza ma vuole esprimere una sua particolare partecipazione alla preghiera universale proposta da Papa Francesco per il dramma che stiamo vivendo.

La fonte della scena dell’acquerello sta nel vangelo di Luca, dove l’arcangelo Gabriele (l’arcangelo non è il più alto nella gerarchia angelica, ma il più vicino agli umani) appare a Maria a Nazareth, la saluta piena di grazia, la esorta a non aver paura e le annuncia che concepirà e partorirà un figlio che si chiamerà Gesù.

La storia dell’arte è molto ricca di questo tema.

Non è una digressione se confido che per me è stata una sorpresa sapere che in raffigurazioni molto famose la protagonista di questa scena è una sola, Maria di Nazareth, e non due (l’Angelo e Maria) come nel Vangelo di Luca e nell’acquerello di Tondo. In alcune Annunciazioni la sola Maria è raffigurata con un libro in mano per leggerlo, o chiuso con un dito a tenere il segno, o posato su un leggìo. In alcuni dipinti è possibile distinguere anche il testo. Michele Feo ha scritto un libro con il quale risponde alla domanda: “Che cosa leggeva la Madonna? (La Colombaria, Polistampa, Firenze, 2019, 304 pp., 20 euro). Il testo di Feo è “quasi un romanzo per immagini” (sottotitolo): nel primo millennio, le rappresentazioni precoci dell’Annunciazione, con pozzo e strumenti della tessitura, si ispirano anche ai vangeli apocrifi nei quali una prima voce dell’angelo raggiunge Maria alla fontana e lei si rifugia in casa a filare. Con l’avvento del libro (IX secolo) e dopo Giotto, le Marie leggenti non si contano più. Feo ne ha elencate centinaia. Maria legge le parole profetiche di Isaia: “Ecce virgo concipiet et pariet filium et vocabitur nomen eius…”, che collegano le attese dell’Antico Testamento con il compimento cristiano del Nuovo. Purtroppo, però, Maria passa dall’umile casa a una dimora splendida, diventa una gran signora, finché la spiritualità di fine Cinquecento ne rifà una giovane donna del popolo.

Così è evidente che il tema dell’Annunciazione, come altri temi sacri, ha visto sempre intrecciarsi vita e Scrittura, storia e didascalia biblica, realtà umana e bisogno di superamento di essa.

Quale è il nucleo biblico e umano odierno di quest’opera di Valeriano Tondo?

Esprimo il mio stato d’animo e le mie impressioni.

Nella Bibbia, l’angelo messaggero di Dio, è Dio stesso. E in questo acquerello non è colui che viene dal cielo. Pur con le ali, sembra partito dalla terra, per alzarsi da essa e superarla. Gabriele significa “Dio invia”. Nel libro di Daniele, è lo stesso angelo, lo stesso messaggero che è incaricato di annunciare la venuta del messia-capo ad un popolo demoralizzato.

Anche Maria è qui appena tratteggiata. Il suo volto è in umile ascolto. E’ l’Annunziata, e si può prendere il nome in parola, come un participio passato: colei cui è stato annunciato.

Ci si è soffermati spesso solo sul contenuto dell’annuncio e sulla risposta di chi lo riceve ma non basta. E’ un grave errore decontestualizzare l’evento dal messaggio biblico e dalla situazione storica in cui è avvenuto.

Che tipo di donna è Maria?

Di questa figura così fragile e così forte nella sua umiltà si sono appropriate con una partecipazione travolgente generazioni di pittori, di intellettuali, di gente comune.

Lascio la risposta a un’altra donna, Michela Murgia: «È una donna fraintesa, descritta malamente, quasi in maniera strumentale. Di Maria è stata costruita una falsa immagine, a cui le donne vengono obbligate a conformarsi. E credo che il fenomeno dell’annunciazione di Maria abbia una portata veramente straordinaria». E per quale ragione? «Perché per secoli si è cercato di dare a intendere alle donne normali che con quel “sì” Maria avrebbe dovuto essere per loro il modello della docilità». E invece non era così? «Quando l’Angelo fa l’annunciazione, per una serie di ragioni non si rivolge né al padre né alla madre di Maria, ma direttamente a lei. Una cosa a quei tempi non abituale. E lei, prima di dire sì, avrebbe dovuto chiedere il permesso, visto che era una ragazza di soli sedici anni. Invece decise da sola di pronunciare la fatidica risposta positiva, senza consultarsi con nessuno, e soprattutto senza parlarne neppure con il fidanzato. Così facendo, Maria ha rischiato la lapidazione, perché a suo modo era una donna sovversiva».

Anche Il luogo dell’Annunciazione è imprevisto, l’annuncio è inatteso, la destinataria è una fanciulla ai margini di tutto. Ogni nuovo incontro di Dio con il suo popolo avviene dove normalmente non ce lo aspettiamo: «ai margini» non «al centro» delle attese. Dio è sempre l’Inatteso, prende l’iniziativa e scombina il calcolo dei possibili. «Impossibile all’uomo, possibile a Dio». E dove sta la sorpresa? La sorpresa sta nel fatto che noi aspettiamo che si squarcino i cieli, per la venuta di Dio. E invece si apre il grembo materno di una Donna, il Figlio si incontra nelle piazze e nelle case, frequenta i luoghi del lavoro e della festa.

Lo scopo dell’Annunciazione.

Innanzitutto, lo scopo di Luca non è di informarci sulle circostanze materiali della concezione e della nascita di Gesù di Nazareth. Luca non ne ha idea. Se non ci fossero stati il Venerdì santo e la domenica di Pasqua, Luca non avrebbe potuto raccontare un tale annuncio di nascita… Gesù sarebbe perfino stato presto dimenticato. Lo scopo di Luca è dirci la relazione che Dio stabilisce con l’umanità, attraverso le donne e gli uomini della storia. È una relazione così intima e così intensa che Dio si incarna… Si umanizza per divinizzarci, diceva un Padre della Chiesa, sant’Ireneo. Purtroppo abbiamo completamente disumanizzato Gesù, e di conseguenza, anche sua Madre.

 

La preghiera del Padre Nostro Universale per essere liberati dal coronavirus.

 

Valeriano, con questo acquerello, partecipa alla preghiera fiduciale del Padre Nostro Universale. La stessa che la Chiesa ha sempre fatto per chiedere la pioggia, il ritorno del sereno, o per la liberazione da tempeste, dalla fame e dalla guerra e ora dal coronavirus.

Ma attenzione, il cristiano è ben consapevole: con questa formulazione di preghiera non pretende, non detta a Dio il comportamento, ma semplicemente denuncia il dolore che assale l’umanità e la potenza della morte che avanza.

Per secoli ci siamo affidati a preghiere e litanie per esorcizzare la paura degli eventi naturali, delle malattie e di tutto ciò che ci faceva toccare con mano la nostra fragilità. Oggi per molti, fortunatamente, non è più così; non siamo più cattivi o più indifferenti, ma semplicemente più consapevoli che Dio non è il tappabuchi della nostra storia.

 

Comunicare con la bellezza di un’immagine, mettere la forza trasformativa dell’arte, come fa Valeriano, nel cuore del dramma, secondo me, consente di guardare in faccia la tragedia che viviamo e di scorgere in quell’oscurità una qualche luce.

Allora «per preghiera, dovete intendere qualcos’altro (rispetto alla preghiera di domanda, n.d.r.): pregando si grida, si geme, si prende d’assalto il cielo» (Jacob Taubes, La teologia politica di san Paolo, Milano, Adelphi, 1997).

Oggi, prendere d’assalto il cielo è ascoltare e partecipare alla domanda universale: la tragedia che stiamo vivendo come ci cambierà? E alla sua risposta.

A volte le tragedie sconvolgono, ma non cambiano. A volte ci cambiano per sempre.

Per l’arte, come per qualsiasi altra disciplina, sacra è solo una “risposta vera” a questa domanda.

 

26 marzo 2020

Antonio Greco

 

TONDO

 

 

One Reply to “ASSALTO AL CIELO!”

  1. “L’Eccomi” di Maria è diretto, Avverte il Cielo nella interezza.Lo affermerà nel Suo MAGHNIFICAT. La bellezza salverà il mondo lo dirà Dostoiewskij, e l’arte sacra è la lode a Maria che ogni pittore o scultore avvertendoLa la immortala come memoria d’amore. Tondo con poche linee e colori sfumati racconta con umiltà la grandezza che avverte e ne fa lode come canto sublime descrivendo la delicatezza di Maria Madre vicina alle creature.

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