A breve ricorrerà il quarto anniversario dell’inizio della pandemia di Covid-19. Era un lavoro sicuro è stata scritta nell’aprile del 2020 da Maurizio Portaluri e recentemente musicata e cantata da Francesco Varrati (2023), compositore.

Era un lavoro sicuro
la mia fabbrica correva
mi piaceva tener duro
le famiglie manteneva.
Tenevamo alla salute,
il terrore del tumore
dalle cause sconosciute;
che per colpa di un untore
non pensavo avrei perdute
sia le gioie che l’amore.
Molti cadono ogni giorno
per cosí tante ragioni
sulla strada del ritorno,
quanti in lontane nazioni,
ma vederli tutti insieme
sàturi enormi stanzoni
al potere non conviene
dare al popolo visioni,
le tivù non siano piene
di decessi sui cartoni.
Smog è stato, non fa niente,
ma portavi a casa il pane
e se puzza c’è fetente
le ragioni sono arcane,
non da torcia certamente.
Lavorato dodici ore
contro un albero schiantato
non sentivo più torpore
volevo essere abbracciato
fatalità, fu malore
non fatica m’ha stroncato.
Morti a mo’ di stillicidio
troveran parola giusta
pluricausa, no omicidio
per la vedova una busta.
Ma col virus è altra cosa
è caduto chi ha subìto
la ragione ben vistosa
omissione, s’è chiarito
dal potente viene ascosa
tutti l’hanno ben capito.
Sempre c’è parola ultima
la velina per giornali
mai parola della vittima:
solo casi accidentali
era fuori ma illegittima.
Morti d’altre malattie
vecchi di nessun valore
giornalistiche facezie:
chi produce giammai muore.
Morti pure i produttori
per assenti mascherine
contagiati operatori,
ma bugie tanto meschine
han trovato i decisori.
Molte cose sapevamo,
chi comanda mai sincero,
ma gran cosa imparavamo:
quel che abbiamo non è vero.
Rinunciare potevamo.
Torneremo sì al sicuro
se la fabbrica che apriamo
produrrà equo futuro.
12 aprile 2020
Maurizio Portaluri

