LA CIVILTA’ DEI DIRITTI INDIVIDUALI E LA GUERRA

Antonio Greco

Vito Angiuli, vescovo di Ugento, con due interventi sul Nuovo Quotidiano di Puglia, il primo con il titolo “Il rispetto della vita da Pasolini a don Tonino[1] del 2 aprile, ad una settimana dall’invasione dell’Ucraina da parte di Putin, il secondo con il titolo “Se vogliamo la pace prepariamo la pace[2], del 17 aprile, torna a ribadire il suo pensiero già espresso più volte e in modo più chiaro nell’articolo a sua stessa firma pubblicato dall’Osservatore Romano del 3 settembre 2021 con il titolo “Un nuovo tradimento, don Tonino Bello e la cultura libertaria”[3].

La tesi di Angiuli è semplice: “Oggi possiamo dire che la cultura radicale si è imposta in modo pervasivo nella società, soppiantando, almeno in parte, le grandi ideologie novecentesche”. E per denunciare lo stravolgimento che si è operato nella cultura socialista, comunista e, comunque, di sinistra, per non cadere “in una nuova «trahison des clercs»” (tradimento dei chierici), prende a prestito il pensiero di un giornalista di Repubblica, Francesco Merlo, che così riporta: «da quando la sinistra ha mandato in soffitta marxismo e comunismo ed è diventata liberale, occidentale, atlantista, europeista, libertaria, divorzista, abortista, antiproibizionista, persino antistatalista e referendaria, da quando la sinistra ha scoperto la civiltà dei diritti individuali, la libertà sessuale e il fine vita, lo ius soli e la legge Zan, la giustizia giusta, l’inciviltà dell’ergastolo, le ragioni di Israele… nessun ex comunista o postcomunista ha mai confessato, mentre se ne appropria, che questo è il pensiero di Marco Pannella, che questa è la sinistra di Pannella».

Questo schema di un forte contrasto alla cultura radicale è riportato tale e quale nell’articolo del 2 aprile sul “Il rispetto della vita da Pasolini a don Tonino”. L’invasione russa dell’Ucraina non interessa al vescovo-intellettuale. A lui Interessa, invece, insistere “sulla schizofrenia tipica di una certa cultura ‘laica’ e, purtroppo, anche di una certa cultura ‘cattolica’” i cui sostenitori, “da una parte, affermano la loro contrarietà alla guerra ‘senza se e senza ma’ e, dall’altra, accolgono o rimangono in un assordante silenzio sulla pratica abortiva”. In altri termini, chi, uomo o donna, è disposto a morire purché non ci sia più guerra, chi si indigna per l’uccisione di tanti bambini in Ucraina, è uno schizofrenico se rimane in silenzio dinnanzi all’aborto e alla sua legalizzazione. La separazione (o anche la distinzione) di queste due condanne rappresenterebbe un nuovo tradimento dei chierici-intellettuali, in cui Angiuli non vuol cadere.  A sostegno della sua tesi individua un referente ben più qualificati di Merlo: Pier Paolo Pasolini.

Per dimostrare la coerenza di PPP cita una sua frase del 1943 sulla condanna della guerra («La guerra non mi è mai sembrata tanto schifosamente orribile come ora: ma non si è mai pensato cos’è una vita umana?»), e per la condanna dell’aborto un articolo del 19 gennaio 1975 (di cui Angiuli erroneamente riporta invece la data del 19 maggio 1975) pubblicato sul Corriere della Sera con il titolo “Sono contro l’aborto” e che nella raccolta cartacea “Scritti corsari” (Garzanti, 1975) ha per titolo «19 gennaio 1975. Il coito, l’aborto, la falsa tolleranza del potere, il conformismo dei progressisti»[4].  Di questo lungo e complesso articolo, definito “durissimo”, Angiuli riporta una brevissima sintesi delle prime righe: “Nonostante fosse favorevole ai referendum promossi dal partito radicale, affermò di sentirsi «traumatizzato dalla legalizzazione dell’aborto», che riteneva essere «una legalizzazione dell’omicidio»”. E in poco spazio sintetizza il pensiero di PPP sulla libertà sessuale “da considerare una libertà falsa, imposta dal nuovo Potere. Essa afferma come diritti la trasposizione di desideri personali, elevati ad atti di civiltà e conquiste di libertà”.

Pur con motivazioni diverse”, anche don Tonino Bello ha condannato senza mezzi termini sia la guerra che l’aborto. Riporta tre brani del prete-vescovo don Tonino contro l’aborto e conclude con una forte invettiva contro coloro che, suoi ammiratori, da una parte, si compiacciono di ripetere fino alla noia, la sua esortazione «In piedi, costruttori di pace», e dall’altra, accettano o almeno rimangono tiepidi di fronte alla pratica abortiva apertamente condannata da don Tonino.

Angiuli nel tirare in ballo PPP, sul tema dell’aborto, con un semplice inciso (“pur con motivazioni diverse” o con un “forse don Tonino avrebbe sottoscritto”) lo accosta a don Tonino.

Invitiamo il lettore a leggere l’articolo di PPP per intero (cfr. nota n. 3) e a giudicare da sé quanto fossero distanti le “motivazioni del no all’aborto” di PPP da quelle di don Tonino e, soprattutto, dall’insegnamento cattolico del vescovo Angiuli. Tranne che (e mi scuso se ciò mi è sfuggito) Angiuli non abbia cambiato insegnamento sulla ammissibilità del rapporto omosessuale, sull’uso degli anticoncezionali, sui rapporti prematrimoniali, sul fatto che «prima dell’universo del parto e dell’aborto c’è l’universo del coito» (così Pasolini). E se è vero, come ancora sostiene Pasolini, che questo universo del coito, «compresi la tragicità e il mistero impliciti nell’atto sessuale, è assunto conformisticamente dalla maggioranza», è altrettanto vero che «per inerzia, la guida di tutta questa violenza maggioritaria è ancora la Chiesa cattolica. Anche nelle sue punte progressiste e avanzate».

Di seguito alcune mie conclusioni, non sul pensiero complesso di PPP né su quello profetico di don Tonino, ma sulle annotazioni di Angiuli.

  • All’articolo di PPP contro l’aborto del 1975 molte furono le reazioni. Quella più nota fu quella di A. Moravia a cui replicò PPP il 30 gennaio 1975[5]. Ida Ferè, Nello Ponente, Natalia Aspesi, Giorgio Manganelli, Dacia Maraini, Leonardo Sciascia sono, tra i più noti, quelli che reagirono alla provocazione di PPP. Non mi risulta che ci fossero reazioni positive da parte del mondo cattolico a difesa di Pasolini. Nemmeno mi risulta un esplicito riferimento di don Tonino a questo scritto di PPP, divenuto molto noto in occasione del referendum sulla legge 194 del maggio 1981. Come ha scritto su Repubblica del 22 gennaio 2022, Elvira Zaccagnino: “Don Tonino arrivò in diocesi (n.d.r. 1982) mostrando fin da subito come facessero parte della sua formazione e della sua idea di azione pastorale intellettuali come Gramsci e Pasolini, Silone, Moltman, Bonhoeffer, Buber”. Don Tonino conosceva bene il testo ”Scritti corsari” eppure non si è mai permesso di tirare dalla sua parte PPP su questo argomento. Perché?
  • Un anno prima dell’articolo del 1975 a cui si riferisce Angiuli, PPP scrive: «La Chiesa non può essere che reazionaria; la Chiesa non può che essere dalla parte del Potere; la Chiesa non può che accettare le regole autoritarie e formali della convivenza; la Chiesa non può che approvare le società gerarchiche in cui la classe dominante garantisce l’ordine; la Chiesa non può che detestare ogni forma di pensiero anche timidamente libero» (Scritti corsari, Garzanti, Milano 1975, p. 241)

Vorrei dire, radicalmente e apocalitticamente, questo: Se la chiesa non avrà il coraggio di negare sé stessa, scomparirà” (PPP, Il caos, Editori Riuniti, pag. 129). Ma aggiunge anche: «Io non credo che Cristo sia il figlio di Dio, perché non sono credente – almeno nella coscienza. Ma credo che Cristo sia divino: credo cioè che in lui l’umanità sia così alta, rigorosa, ideale da andare al di là dei comuni termini di umanità» (PPP, Il Vangelo secondo Matteo, Edipo Re, Medea, Garzanti, Milano 1994, p. 17).

Questa abissale intuizione suona come una liberazione del vangelo dalla religione. Basta essere umani per essere divini. E in cosa consiste dunque la divinità? Nell’essere appunto pienamente e perdutamente umani.

Si può condividere o rifiutare questa conclusione del pensiero di PPP, ma al lettore rimane almeno il Vangelo, che non è poco.  Dall’argomentare di Angiuli, invece, scompare qualsiasi segno di profezia evangelica. 

  • Una delle peculiarità di Pasolini, in fondo, è questa: “non essere prendibile, non essere funzionale a nessun sistema, fosse il Partito Comunista, la Chiesa, la società borghese. Imprendibile, perché era sempre un po’ più in là, in un oltre, in un inedito” (Marco Campedelli, Adista n. 15 del 23 aprile 2022).

Mi chiedo allora se l’accusa di “schizofrenia” è addebitabile non solo a chi dice no alla guerra e tace sull’aborto ma anche a chi prende un pezzetto di un autore e tace su tutto il mosaico in cui una tessera è inserita.

Un’ultima osservazione:

  • Per il capo della chiesa ortodossa, il Patriarca Kirill, l’invasione russa dell’Ucraina è una “crociata” contro le nazioni che difendono i diritti degli omosessuali e contro stili di vita che il patriarca giudica peccaminosi e contrari alla tradizione cristiana. “Oggi esiste un test per la lealtà a questo governo, una specie di passaggio a quel mondo “felice”, il mondo del consumo eccessivo, il mondo della “libertà” visibile. Sapete cos’è questo test? È molto semplice e allo stesso tempo terribile: è una parata gay“, ha dichiarato Kirill.

Premessa la buona fede di Angiuli e fatta la dovuta differenza di ruolo con Kirill, è lecito chiedersi: quanto dista, come impostazione ideologica e culturale, il suo intervento del 12 aprile da quello del Patriarca ortodosso di Mosca del 7 marzo (sermone della Domenica del Perdono che in Russia apre la Quaresima, come riportano vari media)?

22 aprile 2022


[1] https://diocesiugento.org/il-rispetto-della-vita-da-pasolini-a-don-tonino/

[2] https://diocesiugento.org/se-vogliamo-la-pace-prepariamo-la-pace/

[3] https://diocesiugento.org/wp-content/uploads/2021/09/Oss-Rom-3.09.2021.pdf

[4] https://www.cittapasolini.com/post/contro-l-aborto-pasolini#:~:text=Nei%20sogni%2C%20e%20nel%20comportamento,cose%20pi%C3%B9%20urgenti%20da%20dire

E’ un caso che il testo di PPP contro l’aborto, oltre al suddetto sito, è rintracciabile (non intero) solo sul sito di Pro Vita & Famiglia ONLUS e sul sito culturacattolica.it ?

[5] https://www.cittapasolini.com/post/pasolini-replica-sull-aborto-sul-corriere-della-sera-30-gennaio-1975

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