VANGELO E COSTITUZIONE: CIAO MICHELE DI SCHIENA E GRAZIE DI TUTTO!

Con il libretto dei Vangeli tra le mani e la Costituzione repubblicana sul petto il nostro amico Michele DI Schiena ha voluto congedarsi da noi per riposare nella nuda terra. Un anno fa ci consegnò la canzone “L’albero ed io” di Francesco Guccini come presagio e modalità della sua morte. https://www.youtube.com/watch?v=90-dGUYvsOA . Dire che Michele non c’è più ci risulta difficile tanta è la vita traboccante che ci ha lasciato. Di seguito un ricordo degli amici. Un abbraccio a tutta la famiglia.

Ha arricchito le nostre vite con l’energia premurosa della sua presenza: un’attenzione continua nei riguardi di ciascuno e di tutti; carezze e parole franche di chi è profondamente innamorato della vita e dell’uomo, e ne cerca e vive continuamente la verità.

Michele è stato originale e acutissimo testimone di sintesi sempre nuove tra i tanti aspetti della vita: una urgenza di unità che dalla vita personale passa a quella sociale fino a sentirsi parte dell’unica famiglia umana. Una urgenza di unità a iniziare dalla ricchezza del suo mondo interiore, dei suoi orizzonti ideali, dei suoi interessi: la passione per il Vangelo e la Costituzione repubblicana, la centralità della scelta dei poveri e il rigore professionale di Magistrato, l’appartenenza sofferta, e segnata dal servizio, alla Chiesa, la condivisione della fatica di costruire e ricostruire la città di tutti gli uomini.

Una ricerca di unità e condivisione di ideali che parte da lontano, quando giovane dirigente provinciale delle ACLI, nel 1957, partecipa a quell’incontro nazionale dell’Associazione, durante il quale, alla notizia della morte di Giuseppe Di Vittorio, scatta in piedi insieme agli altri convenuti in un applauso commosso di riconoscenza. E di lì a poco avvia il contatto con Padre Pio a cui sarà sempre grato per alcuni consigli ricevuti mentre è Commissario di polizia.

Una tensione fortissima, civile, morale, evangelica che porta con sé quando da Magistrato, all’inizio degli anni ’70, viene trasferito a Brindisi.

La Chiesa di Brindisi vive il passaggio del dopo Concilio segnato dai primi conflitti e la città vive le contraddizioni di uno sviluppo economico e sociale caratterizzato da nuovi squilibri.

Michele è testimone e protagonista di questa vicenda.

Presidente diocesano dell’Azione Cattolica, mentre la Chiesa è guidata dal nuovo Arcivescovo Settimio Todisco, promuove e sollecita un percorso di appropriazione del Concilio che è fatto di approfondimento biblico-spirituale di studio, di annuncio del Vangelo, di promozione umana, di maturazione di consapevolezza di chiesa, in una continua attenzione ai fatti e alle questioni urgenti che appartenevano alla vita delle varie città della Diocesi di quegli anni ’70-80.

Un servizio che toccava nervi scoperti della Chiesa: la libertà e la distanza rispetto al potere politico; l’attenzione reale ai vari aspetti della emarginazione, sociale, civile ed economica; il confronto e la collaborazione con soggetti associativi di diversa ispirazione ideale; il superamento di forme radicate di clericalismo; la responsabilità e la libertà della presenza laicale.

Promuove e sostiene poi iniziative tese a dare un contributo culturale, politico e sociale al rinnovamento della città, soprattutto davanti ad alcune emergenze: quella ambientale, quella riguardante la insostenibilità di un modello di sviluppo che procura disoccupazione, malattie e povertà, quella riguardante il preoccupante, progressivo svuotamento della Costituzione. Fino alla realizzazione di quel contributo così importante raccolto nel testo “Cambiare rotta”.

Avremo modo di approfondire e sviluppare la presenza e il servizio di Michele nella Città e nella Chiesa di Brindisi.

In questo momento facciamo memoria della sua umanità trasparente, capace di cadere in ginocchio perché l’uomo impoverito che gli era di fronte potesse rialzarsi.

Brindisi, 28 giugno 2020

*Peppino Apruzzi – Giancarlo Canuto – Angela Colasuonno -Cristina Corigliano – Rosaria Decataldo – Maria Grazia Di Giulio – Mimina Diviggiano – Luca Esperti – Raffaele Falcone – Antonio Greco – Gabriella Greco – Salvatore Lezzi – Bruno Mitrugno – Aurora Molfetta – Cinzia Mondatore – Mariella Paiano – Franco Pellegrino – Maurizio Portaluri – Albarosa Sanzo – Fortunato Sconosciuto – Giovanna Vantaggiato

2 Replies to “VANGELO E COSTITUZIONE: CIAO MICHELE DI SCHIENA E GRAZIE DI TUTTO!”

  1. Michele Dischiena, l’ho conosciuto personalmente nel 1987; giudicava un mio diritto di lavoro. Toccai con mano cosa vuol dire rispetto della vita, guardai cosa vuol dire integrità, ascoltai sapienza del sapere,il Suo, che dava sapore al vivere. Pensai sempre che Michele Dischiena era cultore “dell’attimo” della vita, quindi umile e saggio. Ci incontravamo nella eleganza della vita e nel rispetto della bellezza del vivere che diviene sapere e Dischiena sapeva.

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  2. Tanto si è detto su Michele Di Schena che non saprei aggiungere altro. Solo un ricordo personale risalente agli anni 1971-1972.
    Sollecitato da un mio professore di liceo cominciai a frequentare, con altri due amici, gli incontri che mensilmente un folto gruppo di professionisti tenevano sotto la guida spirituale di don Giuseppe Massaro. Nei pochi incontri ai quali partecipai mi colpirono la profondità dei suoi interventi in linea con le aspettative e le speranze che il Vaticano II aveva suscitato. Di contro l’assoluta incapacità di tutti gli altri partecipanti a cogliere i segni dei tempi, guida spirituale compresa (il Signore l’avrà sicuramente in gloria per altri meriti).
    Lo rividi assieme a quel folto gruppo qualche anno dopo, nella Chiesa Matrice di Fasano straripante di gente, in occasione di una lectio di Carlo Carretto, con il quale alla fine scambiò qualche parola in sacrestia. Ero presente mentre lui dialogava con fratel Carlo ma non ricordo più i temi esatti del confronto.
    Di lì a breve lo vidi impegnato su altri fronti affrancatosi ormai del tutto dalle tentazioni restauratrici di quel gruppo di suoi amici.
    In quegli anni cruciali, fu un esempio per tanti … “a passare all’altra riva”.

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